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LA SPOSA GIOVANE

Ho letto questo romanzo con l’intermittente dispiacere di doverne poi scrivere . Come se l’atto della sola lettura fosse il più funzionale degli apprezzamenti o la più elegante delle scelte . E’ una storia seduttiva che si apre e si chiude continuamente non solo su se stessa , ma anche sul modo retroattivo di concepirla e di esprimerla . Si salgono i primi trentasei gradini dell’inizio e ci si trova dentro una casa interrotta , ” nel segreto di liturgie folli , assediata da poetiche malate , con personaggi orfani di qualsiasi logica”. Protagonisti non tanto gli individui , quanto un’immaginazione   che si fa scrittura letteraria , dapprima di un nitore ossimoricamente allusivo , e poi via via increspata fino a rientrare nella sola mente dello scrittore , quasi a negarle ogni già dubbia consistenza  .  Dentro , ma si dovrebbe piuttosto dire dietro , in un momento storicamente lontano , una famiglia di archetipi ( il Padre del Padre , il Padre , la Madre , la Figlia ,  ) sospesi nelle pieghe di un tempo ripetitivo e fisso come una quinta teatrale , ad allontanare ogni passato e ogni futuro fatale . Finchè si presenta , ormai inaspettata , la promessa Sposa giovane , dapprima allieva nell’attesa del Figlio assente e poi innescatrice liberatoria dei perchè e dei come . Accanto , uno Zio a sua volta chiuso  nella crepa   volontaria e vigile di un distacco ancora più ermetico e un maggiordomo officiante di instancabile , distillata perfezione , non a caso l’unico ad avere un nome proprio . Poi qualche sapida figurina ad ancorare l’irrealtà alla vita , e le interferenze divagatorie dell’autore e di un’amante amica , con cui parlare del libro che si sta formando e nel contempo segnare un distacco e fuggirne lontano . Dichiarando altresì  quelle che una volta venivano definite la poetica personale dell’autore e la sua filosofia esistenziale . Poi , le deiezioni degli atti e dei giorni , in forma di quegli oggetti , di quei movimenti e di quei suoni   che soli ci sopravvivono , a testimoniare che siamo davvero esistiti  . Da ultimo , il sesso come primo motore significante  di vita e  di morte . Con il lettore dall’altra parte del libro , a rappresentare le inconoscibili conseguenze di un mestiere solitario e asimmetrico nelle sue innumerevoli e incontrollate destinazioni . Che sarebbe meraviglioso poter seguire e rappresentare ad una ad una .

A guardarla da lontano , potrebbe essere la trama di un feuilletton rarefatto  , oppure l’ammodernamento classico di una Bella addormentata a parti invertite : lei il principe che con una bocca di suggestione carnale risveglia alla vita , gli altri che attendono di essere strappati  all’astrazione di un lungo giorno  perfettamente immobile . Domina il piacere della narrazione pura e  di un cesello  perfezionistico che gira intorno al recupero delle caratteristiche sospese della fiaba : l’indeterminatezza dello sfondo , l’inverosimiglianza drammatico-ironica del contesto , la reiterazione dei motivi attraverso minimi spostamenti  all’interno di un hortus conclusus appena sfiorato dall’avventurosità dell’altrove , l’apoteosi liberatoria , l ‘aspetto didattico  almeno inteso come senso personale dello scrivere . Manca il manicheismo etico che divide nettamente i buoni dai cattivi ,  i pazzi dai saggi , i colpevoli dagli innocenti , perchè la modernità non contempla queste semplificazioni dicotomiche , accomunando i viventi in un’unico fascio di  infiniti risvolti  contraddittori . A sentirla da vicino , invece , questa sembra un’invenzione di bellezza anche allegorico – nostalgica sulle paure e sulle assenze affollate del vivere  ( “saltuariamente accade di pensare :possibile che debba finire così?”) che recupera le atmosfere etimologicamente meravigliose ma anche prosaiche di Castelli di rabbia , con tutte le malinconie e i disincanti di una  maturità raggiunta , eppure ancora alla ricerca di “quel pezzo che a tutti manca , affinchè l’incantesimo possa schiudersi”.

Le suggestioni colte  sono tante , ma Baricco è un lettore un divulgatore e un saggista troppo accorto per riprendere palesemente spunti e meccanismi altrui . Uno dei tanti elementi qualificanti de La sposa giovane consiste proprio nell’ elaborazione  di rifrazioni continue che diventano invenzioni originali  grazie  alla coerenza nel tempo  di un proprio inconfondibile mondo di riferimento . I dettagli dei personaggi e delle situazioni , l’umorismo delle chiose , il nonsenso razionalissimo dei dialoghi , la qualità della scrittura riescono  a renderne tutta l’ambigua profondità  attraverso la continua sovrapposizione pittorica  di progressive velature : gli occhi ciechi acquistano prospetticità , i corpi  fantomatici diventano carne , le scenografie fisse nascondono altro  , in un continuo accumulo di tocchi incantati e visionari . Con la novità di una particolare “sprezzatura” : dopo aver tanto immaginato e tanto scartato , dopo millimetriche calibrature descrittive ed evocative , sembra esserci il bisogno di infrangere dichiaratamente anche il virtuosismo della parola narrata mediante quella personalmente testimoniale . Ecco dunque l’autore che spiega se stesso , il proprio punto di vista , la propria artigianalità fisica , l’efficacissimo continuo cambio di voce dei diversi soggetti narranti : ibridazione antica di generi e al tempo stesso risposta  preventiva alle possibili obiezioni esterne , comprese quelle del suo editor . Un’urgenza strutturale e nel contempo  l’intemperanza anticonvenzionale di un ormai ” così è se mi pare ” . Che potrebbe rappresentare   l’estrema infrazione anarchica alla prigionia perimetrale della fiaba  , il suo trascolorare da paradigma a indagine reale , insieme all’affermazione del potere demiurgico dello scrittore , che rivendica la continua tensione spaziale e psicologica di vicinanze e distanze da se stesso , dalla sua creazione , dal suo pubblico .

6

Il libro

LA SPOSA GIOVANE di Alessandro Baricco , Feltrinelli 2015 , 183 pagine , 17 euro

L’autore

Alessandro Baricco – 1958 – è fin troppo noto . Operatore eclettico , è romanziere , saggista , critico musicale , conduttore televisivo , sceneggiatore , produttore , regista e fondatore della scuola Holden . Grande rimpianto personale per le sue trasmissioni sui libri – Pickwick e Totem – e massimo apprezzamento per i suoi saggi : Barnum , Barnum 1 , I nuovi barbari , Palladium lectures con una commovente lezione su Proust . Tra i suoi romanzi scegliamo : Castelli di rabbia , Oceano mare , Mr.Gwin e , appunto , La sposa giovane .

La citazione

” Per quanto mi riguarda non ho mai pensato che il mestiere di scrivere si possa risolvere nel confezionare in modo letterario gli affari propri , col penoso stratagemma di modificare i nomi e talvolta la sequenza dei fatti , quando invece il senso più giusto di quello che possiamo fare mi è sempre parso mettere tra la nostra vita e quel che scriviamo una distanza magnifica che , prima prodotta dall’immaginazione e poi colmata dal mestiere e dalla dedizione , ci porta in un altrove dove risultano mondi , prima inesistenti , in cui quanto c’è di intimamente nostro , incoffensabilmente nostro , torna ad esistere , ma a noi quasi ignoto e toccato dalla grazia di forme delicatissime , come fossili o farfalle  .”

Le connessioni arbitrarie ( e virtuose)

Difficili , solo suggestioni :

Per l’atmosfera della casa : quella di Miss Hawisham in Grandi speranze di Charles Dickens

Per la tematica della sposa come ospite catalizzatore : Teorema di Pier Paolo Pasolini

Per l’intromissione dell’ Autore e della Lettrice : Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino

Per la tipologia dei dialoghi : Padroni e maestri , Fratelli e sorelle , Genitori e figli di Ivy Compton Burnett

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