Attualità

I BAMBINI E IL GHIACCIAIO

Con la nuova funivia di Courmayeur si raggiunge facilmente il cuore del monte Bianco – 3.466 metri . A solo un mese dall’inaugurazione , arriva  accorato l’allarme delle guide alpine , secondo cui frotte di turisti   si presenterebbero non solo inadeguatamente equipaggiate  ( corde , scarpe eccetera ) ma addirittura in bermuda e infradito , pretendendo anche di fare “escursioni”. Nel frattempo l’Isis minaccia e agisce in un contesto geopolitico disastroso , i migranti continuano a emigrare , si mettono faticose pezze sull’uranio iraniano ,   i derivati che hanno creato la crisi americana del 2008 e poi quella europea sono raddoppiati , la povertà dilaga , il pianeta è in via di auotogassificazione , il dibattito politicoeconomico sulla Grecia e sull’Europa infuria ,  fra contrapposizioni neoliberiste e visioni di matrice keynesiana . Queste ultime molto documentate e convincenti nel prevedere gli ulteriori disastri della nostra moneta , e altrettanto esplicite sui vantaggi delle proposte di uscita , ricette e conteggi alla mano . Peccato che anche la “defezione” programmata di uno , di pochi o di molti stati comporti piani almeno di medio termine rigorosamente sistemici , compresa la temporanea nazionalizzazione di banche e assicurazioni , spesso di matrice multinazionale . Ossia un approccio pianificatorio , generoso e concordato fra uomini di buona volontà che sacrificano parte del presente per innervare il futuro di un obiettivo  concreto e vantaggioso per le masse . A discapito dei vispi e spregiudicati finanzieri – politici che nel frattempo vivacemente si arricchiscono . Ossia , esattamente lo stesso senso della visione e dell’attuazione che è mancato nel creare l’euro dell’europa ( e purtroppo non l’europa dell’euro ) . Ora , che cosa ci suggerisce la sconsideratezza ilare dei gitanti marini sul monte Bianco? Che , estrapolando , viviamo in un’epoca di aporie drammatiche , trattate , quando conosciute , con una disinvoltura improvvida , inadeguata e illusa , avulsa da ogni dato reale di minima .E che solo la violenza cogente  di situazioni estreme  potrà dividere le acque , ma in modo forzatamente scomposto e senza studi d’emergenza . Sono completamente  cambiati il concetto e la percezione  , anche ereditaria , del tempo . I nostri antenati si propiziavano dio , gli uomini  ( e anche il portafoglio ) con monumenti che esigevano progettualità secolari , senza mollare . Oggi l’unico tempo è quello presente , possibilmente  da fine settimana , all’interno del mantra “facci sognare ” che pretende solo un’improvvisata menzogna qualsiasi . Nessuno che voglia o sappia non certo indovinare , ma almeno immaginare il futuro , con gli inevitabili vincoli di sacrificio che le idee consequenziali comportano . Non è più affar nostro , è affare di non meglio precisati altri , visto  che ormai non siamo diversi  se non nelle diverse forme che può assumere il fogliame di piante affini . A parte quelli che crepano di fame o di guerra , noi residui vegetali  immoliamo tutto al culto del  (week ) end slabbrato , mentre i pochi che contano si insediano sull’alto del ghiacciaio  attrezzati di tutto punto . Con il lieto ,  esclusivo vantaggio anche di una vista magnifica .

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Marinella Doriguzzi Bozzo