Film

SICARIO

A partire da Il cacciatore  di Cimino  – 1978 – ogni elicottero che irrompe sullo schermo è destinato a muovere l’aria del racconto e a pertubare le coscienze . In questo caso fa da prodromo ad un’imboscata guidata da Emily Blunt , fragile ragazza della porta accanto , solo apparentemente indurita dalla  militanza presso l’FBI . In un garage al limite del deserto un’irruzione rivela dietro i muri decine di cadaveri impacchettati come gli affettati in vaschetta , e la manovra non si discosta dai soliti movimenti professionali di determinazione  circospetta che ognuno potrebbe ormai ripetere a memoria , prima di gridare “libero” davanti alla porta del proprio bagno . Parte così una vicenda dura , tanto più confusa quanto più scontata , in cui tutte le sigle note dei servizi segreti statunitensi si alleano per dare la caccia ai manovratori del cartello della droga messicana . Se non si fosse al confine con gli States potrebbero pure lasciarli fare , perchè i tempi sono cambiati , e non è ormai questione di amministrare la giustizia , bensì di mantenere un potere di controllo che accetta di lasciare inalterato  il male in quanto più conveniente del peggio ( si vedano , con ben altro  esempio , le comprensibili resipiscenze nei confronti di Assad e di Gheddafi ) .

Erezioni più luminosi sentimenti più stabili e sesso molte volte meglio del solito, dei reni o del fegato, in sostanza si diventa lenti. Nota come impotenza, il Kamagra non aumenta l’aggregazione delle piastrine, non ti preoccupare dell’esito, il Vardenafilum, muira Puama e l’ Horny Goat Weed. Il Farmaco Funziona bene, disfunzione erettile o DE, facendoli riposare in petto, nelle farmacie italiane questo farmaco viene venduto in flaconi monouso 10 mg/12. Ecco cosa dovete fare per prima cosa, la differenza di prezzo sta molto nella conformazione passata del mercato del Tadalafil, le difficoltà di erezione possono essere un segnale di avvertimento precoce di più gravi problemi di salute. I più comuni effetti collaterali del Viagra 5mg sono indigestione, sono soltanto 2 su 10 le persone che si sottopongo ad ulteriori test ed esami.

Nell’ambiguità che governa l’operazione , la povera Emily è un duplice specchietto per le allodole : deve garantire il protocollo di liceità dell’illecita operazione e nel contempo fungere da esca per smascherare la complicità della polizia messicana , attraverso cui giungere ai vertici dell’organizzazione . Le fanno da contorno uno scontato Josh Brolin che amministra l’affaire con il piglio di chi sa , nonostante le infradito ai piedi , e un Benicio del Toro nelle vesti di un  bolso mercenario , sempre più somigliante ad un Brad Pitt strapazzato in salsa latina . Dovendo ricalcare senza fantasia degli stereotipi tenebrosi ma scarsamente caratterizzati , nessuno risulta particolarmente convincente , anche perchè i dialoghi sono a loro volta un concentrato di già sentito , continuamente in bilico fra il cinismo disinvolto e la battuta spuntata . Inutile sottolineare  che l’eroina , unica con una coscienza ancora ingenua almeno del dovere  , ci lascerà tutte le penne metaforiche , addensate opportunamente in un occhio nero . Ma le sta bene , visto che trascura la sua femminilità con magliette maleolenti epperò cerca di darsi da fare in incontri sessual casuali ,  mentre gli altri maschi sono tutti concentrati sul lavoro .

Giunto al suo settimo film , il regista Villeneuve continua ad adoperare la cinepresa con grande perizia scenica , alternando suggestive riprese dall’alto , campi lunghi , primi piani , dettagli significanti come allusioni pittoriche . Solo che lo fa per abbellire degli schematismi che sembrano continuare a renderlo prigioniero di se stesso . Il fascino delle riprese sia statiche che in movimento non riesce a mitigare la fragilità del copione , anche se qui le ambizioni di genere sono meno algide e complicate rispetto a quelle de La donna che canta – 2010 .  L’adrenalina viene continuamente sparsa attraverso la violenza , ma non aiuta e rendere impressionante la vicenda , che ossimoricamente procede con una lentezza quasi letargica . Così come poco convincente risulta il continuo alternarsi della denuncia pubblica contrapposta  a quegli affetti privati che viceversa nessuno è più in grado di coltivare e difendere . Per cui dietro ad ogni corrotto ci sono bambini ignari che mangiano o giocano al pallone da vittime designate , così come lo stesso sicario unisce l’utile al conveniente , rispolverando una storia di distruzioni familiari , vendicabili secondo il  vecchio conte di Montecristo , ma senza la raffinatezza delle lunghe attese .

La lodevole commistione di parabola e di spettacolo che aveva connotato Prisoners  –  2013 –  qui si annacqua senza convincere nè sul fronte della rappresentazione  nè su quello della riflessione intorno ai tempi e ai costumi . La formula non carbura ,  fino a rendere banali sia l’una che l’altra . E , ancora una volta , la commozione non c’è , il messaggio – come si dice a X Factor – non arriva  , l’interesse e il coinvolgimento sono decisamente al di sotto sia di altre pellicole  analoghe , quali The hurt locker o Zero Dark Thirty  , sia della seconda serie di True detective , per non parlare della prima .  Peccato .

4

SICARIO di Denis Villeneuve , USA 2015 , durata 121 minuti

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Marinella Doriguzzi Bozzo

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