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VEGLIARE SU DI LEI

AVVISO : ai naviganti che ,  causa crisi climatica , si trovano sempre più spesso in acque cattive o reflue ; ai navigatori che , percorrendo internet , non trovano l’Isola che non c’è ma quella del Di tutto  un po’; ai navigati  che , conoscendo almeno a sufficienza la letteratura , passerebbero sotto benevolo ma  giustificato silenzio questo romanzo . Cosa che avremmo fatto volentieri anche noi , solo che ha vinto il Prix Goncourt 2023 ,  ossia il più antico e prestigioso riconoscimento letterario  francese ( e chi conosce il  Diario dei fratelli Goncourt , capisce bene le ragioni di Edmond nell’istituire questa vera e propria onorificenza) . Andata nel tempo a Proust , Malraux , Troyat , de Beauvoir , Gary , Fernandez , Ben Jelloun , Echenoz , Houellebecq,  Lemaitre,  Slimani e si potrebbe continuare…Certo la colpa non è della giuria : i lettori  sono sempre di meno , gli scrittori sempre di più , la critica non è compiaciuta , ma compiacente o morta , limitandosi a riassunti nebulosi per non spoilerare . Al pari dei vicini di casa che manco si salutano pur di non compromettere  il rapporto .

Ma cominciamo dall’inizio : la voce del protagonista morente ( volendo dilazionare?) è anche quella narrante , non diversamente da precedenti illustri quali La morte di Ivan Ilic , Le ultime lettere   di Jacopo Ortis , Non lasciarmi.. e la vicenda mette  in scena da subito reminiscenze e déjà vu attraverso l’infanzia deprivata di un bambino nano che stabilisce un improbabile rapporto di destino con una coetanea  altolocatissima sia nel senso dell’altezza che della casata .Tutte e  due a loro modo superdotati : lui come aspirante scultore che sfiorerà i divini traguardi de la Pietà di Michelangelo , lei intelligente e memorata al punto da sopravanzare Pico della Mirandola , entrambi diversamente diversi per compensare l’interior disagio di appartenenze improprie . Solo che qui non siamo tanto nel conflitto di classe o di fisicità adombrato nelle coppie di Orgoglio e pregiudizio , del Grande Gatsby, di Jane Eire , del Gobbo di Notre Dame ,del Fantasma dell’opera .Bensì dalle parti di Liala , di Carolina Invernizio , di Delly e , per derivazioni successive , di Grand Hotel e di Sveva Casati  Modignani ( e sia detto  con il massimo apprezzamento e rispetto  per chi  sa prendersi per quello che è ) .

Quindi giù di occhi viola , di membra proporzionate o viceversa , di eleganze e di straccionerie , di impedimenti  sociali , di taverne bisunte , di argenti e di rasi , per non tralasciare la nota gotica di qualche vecchio cimitero .  Nonchè di successivi confronti città  campagna , qualunquismo e fascismo , ascesa sociale e rovina ,  sicchè tutto  sembra un collage bignamesco a tavolino , tanto più che in questo caso si tratta di un’Italia d’epoca vista da un francese , con tutte  le fascisterie nostrane d’accatto ,  in sintetica  ma quasi scontata evidenza ( dalla morte di Matteotti  alle leggi razziali , passando per il Vaticano e per la carriera di Pio XII ); al pari degli esotismi vincenti ,  dagli aranceti all’arte topiaria  ma senza pizza ( e basta pensare a Una giornata particolare di Scola , per comprendere come ben altrimenti si  possa dire , senza nemmeno far vedere o nominare) .  Rimangono alcuni discorsi artistici sottili – al punto da sembrare copiati ( la visita notturna  al museo di san Marco del Beato Angelico , le elucubrazioni sulla già citata Pietà di Michelangelo..) e qualche sottolineatura felice qua e là .

In sintesi , una lettura agevole ma  senza particolari empatie ,  adottabile  quando si scontano i domiciliari in un treno a lunga percorrenza , in un convento ma senza vocazione , oppure ospiti di  anfitrioni sgradevoli , o ancora convalescenti  da qualche cosa di poco serio: tutto , ad un orecchio appena addestrato , suona come un continuo ruminare  di cascami e reminiscenze  d’appendice . Ma che magari , proprio per questo , ha ricevuto un  troppo onorevole apprezzamento , in debita ribellione a certa eccessivamente astrusa letteratura sperimentale . Bene ; ma allora si leggano o rileggano capolavori di genere come I misteri di Parigi , I beati Paoli , I miserabili , I misteri di Napoli , La sepolta viva , tutto tutto  Dumas , e i più recenti Il petalo cremisi e il bianco , Le carte segrete di Mary Brandon , Drood , Roderick Duddle… Buon Natale.

Il libro

VEILLER SUR ELLE – VEGLIARE SU DI LEI di Jean- Baptiste Andrea , La nave di Teseo 2024 , 480 pagine

L’autore

Jean -Baptiste Andrea – 1971  – è un regista , scrittore e sceneggiatore francese .  Nel 2018 ha vinti il  Prix Femina con Mia regina e nel 2023 il Goncourt con Vegliare su di lei .  Si divide  tra la Francia e gli Stati Uniti

La citazione

“Immagina la tua opera finita che si anima . Devi immaginare cosa accadrà l’istante dopo in cui tu l’hai colta , e suggerirlo . Una scultura è un annuncio”

“Più me la prendevo con me stesso , più me la prendevo con Viola . Giurai che non l’avrei più rivista finchè non mi avesse chiesto scusa . Da buon riflesso , lei dovette fare altrettanto , e così , senza rendercene conto , uscimmo l’una dalla vita dell’altro”

“Ma non posso cancellare il mio passato più di quanto possa un albero i suoi anelli di crescita”

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