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NOMI

L’attualità vede imperversare il recupero delle etichette della nonna . Solo che mentre lei riassumeva prosaicamente   un incontrovertibile contenuto – albicocche , cotogne  –  per distinguerlo dagli altri , oggi l’appiccicamento indiscriminato è la sintesi di un pensiero senza pensieri che confonde le difformità non a vasetti , ma a container . Per cui forte è la tentazione di ricondurre il libro di Marco Missiroli al solito percorso di formazione o di educazione sentimentale , mentre in realtà è qualche cosa di più e , soprattutto , di diverso .

Quello  che infatti conta veramente  sono le parole , dal termine pompino che irrompe nella  preadolescenza al nome di padre che ne sancisce  l'”adultità” , mentre i quadri e i film visti diventano dibattito , e i libri citati rivendicano la funzione sia di marcatori di tempo come di suggeritori di senso . Con l’aggiunta fondamentale della scrittura , che rigenera la cronaca  diaristica di un personaggio impedendogli di accodarsi agli scontati sedili della confessione o dell’autofiction.

Gli ingredienti della marmellata ci sono tutti , dalla famiglia  agli amici  alle esperienze autoerotiche ed erotiche , alternativamente in bilico tra l’utilizzo dell’altro e l’abbandono dell’io , così come le lusinghe itinerarie  da TripAdvisor , qui raggrumate in una Parigi improvvisamente orfana di Sartre e una Milano gettata come un ponte dialettico sull’avidità e l’altruismo . Con l’abituale contorno di donne di passo e di creature  del destino , se per seduzione fatale s’intende non la conduzione a sè dell’oggetto , ma lo sviamento – sed avversativo – del soggetto da se medesimo verso l’amore . Ma è la ricetta che cambia radicalmente , portando l’autore a recuperare la tradizione rifondandola dal proprio interno , senza intaccarne i crismi .

Il protagonista Libero Marsell è infatti retrodatato di parecchi anni rispetto alla generazione di appartenenza dello scrittore , e questo consente un primo  duplice vantaggio drammaturgico : far trascorrere non solo i personaggi , ma anche i loro mondi di riferimento lungo una realtà circostanziata che tuttavia assurge a simbolo paradigmatico di una traiettoria  senza tempo ; invogliare il pubblico giovane scarcerandolo dalle briglie delle immediatezze gergali o di costume e recuperare l’adesione anche nostalgica di lettori anagraficamente diversi . Con l’esito raro di inserirsi con sicurezza nel contesto di una  classicità nata per durare .

Un secondo atout , che riguarda ancora la scrittura come cortocircuito dell’invenzione , è dato dalla pienezza spontanea con cui il racconto si struttura e  si svolge : continuativamente  naturale eppure sempre corredato da sintesi che ne costituiscono la grazia e la forza , amplificandone la portata riflessiva , perchè questa è una storia  di vite ma anche di pensieri come epifanie . Cui si aggiunge una terza peculiarità , meno definibile e ancor più preziosamente corticale , sì che alla morte di quel padre sommesso e gentile chi legge non accoglie una notizia ,  subisce una perdita . Non diversamente dall’addio a Palmiro Togliatti , intorno a cui manteniamo appositamente l’incognito : per una trama che è anche la radiografia di un’esistenza , la discrezione è doppiamente d’obbligo . Quindi non aggiungiamo altro – si tratta di un romanzo da maneggiare con affettuosa cura – salvo i ringraziamenti e gli auguri ad un autore di talento e la raccomandazione di leggerlo . Atti osceni in luogo privato ha tutto quello che si può richiedere ad un libro : la creatività , le idee , l’intrattenimento ,  l’empatia , il mestiere , e un timbro originale per fonderli ed esprimerli con rigoroso equilibrio .

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Il libro

ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO di Marco Missiroli , Feltrinelli 2015 ,256 pagine , 16 euro

L’autore

Marco Missiroli – Rimini , 1981 –  è laureato in Scienze della comunicazione ed è stato un allievo della Scuola Holden . Vive a Milano e lavora come caporedattore di una rivista di psicologia . Esordisce  nel 2005 con Senza coda ; prosegue con Il buio addosso , Bianco , Il senso dell’elefante . Ha già accumulato tanti di quei premi che l’elenco sarebbe stucchevole .

La citazione

“E devo a Libero bambino e adolescente , e a tutti gli altri Libero che avevano annotato le loro vertigini su quei fogli , se diventai consapevole che tutta la mia esistenza trovava un senso nel raccontare . Prima con i film e i libri , poi con l’insegnamento , sempre nella ricerca di un incipit e di un finale . La mattina della moka lessi le parole della mia libertà e mi accorsi che per continuare avrei dovuto sceglierne una che le contenesse tutte .”

Le connessioni arbitrarie (e virtuose)

Sabato , addio  e alcuni  altri romanzi di Marco Archetti

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